L’elettroludicatura, o Elettropolishing, può essere efficacemente eseguita su acciai inox dalla serie 303 alla 329 & 630.
Cos’è l’elettrolucidatura dell’acciaio inox
L’elettrolucidatura è un processo elettrochimico scoperto da Bentel e Shipital’skii nel 1910, durante il quale il metallo dello stato superficiale di un oggetto viene rimosso, al contrario della galvanica tradizionale, dove invece il metallo viene depositato.
Questo processo elettrochimico applicato industrialmente dal 1930, permette di ottenere la lucentezza e la levigatezza senza rimuovere lo strato superficiale di un oggetto. Questo rende possibile l’uso di materiali fino ad ora scartati e aumenta le proprietà di sistemi complessi, rendendoli utilizzabili anche in condizioni severe.
Permette pertanto l’uso di manufatti in condizioni esasperate di temperatura, pressione, abrasione, vuoto spinto, atmosfera corrosiva e via di seguito.
Caratteristiche del trattamento
- Diminuzione rugosità: riduce significativamente la rugosità bidimensionale (Ra, Rz, Rms) ma anche l’aspetto tridimensionale della superficie trattata.
- Resistenza a fatica: aumenta sensibilmente la resistenza a fatica, infatti asporta i picchi superficiali e le microcricche che agiscono sui nuclei per gli stress.
- Coefficiente di frizione: riduce il coefficiente di frizione, ovviamente in funzione delle coppie di metalli in gioco.
- Stampaggio: Permette lo stampaggio a freddo di alcuni metalli.
- Levigatezza: dall’industria di materiale plastiche a quella farmaceutica, da quella della carta e alla gomma. La necessità di una superficie speculare è obbligatoria. L’elettrolucidatura (evidenziando i difetti prima o rimovendoli successivamente), rende le superfici tali da impedire l’adesione dei vari depositi e favorisce il loro distacco senza mezzi particolari.
- Ottica: aumenta la qualità ottica e il potere riflettente dei materiali, viene pertanto utilizzato nell’industria dei riflettori e degli specchi.
- Alto vuoto: il trattamento può essere usato per l’eliminazione dell’effetto chiamato “emissione fredda”, cioè l’emissione di elettroni nel vuoto spinto da parte dei metalli con potenziali altamente negativi. Viene pertanto utilizzato nell’industria spaziale non solo per scopi spinti di pulizia, ma soprattutto per ridurre al minimo il degasaggio.
- Resistenza alla corrosione: aumenta la resistenza alla corrosione dei metalli, sia quella derivante da difetti superficiali, sia quella per differenza di potenziali elettrochimici.